mega_SITO di 00sergejvictormendoza00 |
|
|
Amo1. Avere il mio bersaglio al centro del mirino, nel posto giusto, al momento giusto e sentire tutta l'adrenalina del momento. Jerrinald Orgy, con il quale ho collaborato in alcune missioni... Siamo cresciuti nella stessa accademia.
2. Gioco Pinkerton Weller, conosciuta un giorno per caso, quando avevo invitato i fratelli Weller all'ippodromo per assistere alle corse di cavalli. DoseLetale conosciuto in una missione sotto copertura e Lexington Weller che mi ha curato nel suo monastero 3. Cent'anni di solitudine & Dell'amore e di altri demoni. Entrambi sono romanzi di Gabriel Garcia Marquez, il mio scrittore preferito. Letti duranti i viaggi sui voli stealth. 4. Stare con una donna abbracciato mentre all'orizzonte appare la sagoma del sole che sorge. Stringerla a me e sussurrarle nell'orecchio parole dolci. 5. Adoro le città in cui sono stato in missione come Calcutta, Melbourne, Siena, Mantova, Mosca ( il Cremlino... dolci ricordi ), La Havana, Madrid, Parigi, Johannesburg, Nuova Dehli, Brasilia e Buenos Aires. Odio1. Mancare il bersaglio una volta che il proiettile è stato lanciato. Sentire all'auricolare che una missione viene interrotta o abbandonata a causa di ordini di superiori incapaci.
2. Mio padre cubano perchè ha abbandonato mia madre quando io avevo circa 4 anni lasciandoci a noi stessi. 3. L' esercito russo nel quale ho lavorato per anni... una manica di manigoldi incapaci attaccati ad inutili usanze combattenti. Le poche volte in cui, durante una missione, mi sentivo solo. 4. Le missioni nelle paludi del Borneo, dove l'acqua è fetida e l'odore non se ne va per giorni e gli insetti sembrano essere lì solo "divorarti" lentamente. 5. Quando gli affari vanno male oppure le giornate in cui ti alzi e fuori il cielo sembra pià cupo della tua stessa anima e ti verrebbe voglia solo di piangere. Dicono di meSogni nel cassetto | 24 Febbraio 2006
missione 2Deserto del Nevada. Zona non precisata.
Jerrinald non c'è... ormai è partito per un corso d'artificiere "Per imparare a costruire ordigni esplosivi infallibili devo sapere i metodi che vengono utilizzati per disinnescarli" mi ha detto prima di salire sulla scaletta del dc-9. L'hammer procedeva spedito nelle gallerie costruite all'interno della montagna. Il centro operativo era in agitazione e appena giunto sul ponte di comando mi venne incontro il maggiore Jury Dureskiy con aria preoccupata. Poche parole pronunciarono la sua voce da ucraino di vecchia tempra: " Severnaja. Un infiltrato ha fatto saltare i circuiti dell' elaboratore centrale e del nucleo a microonde beta. Preparati a partire. " Microonde beta. L' ultima innovazione dell' esercito stava già creando dei problemi. E ovviamente mi toccava tappare il buco. Avevo pensato subito alla provenienza del sabotatore mentre indossavo l'adeguato abbigliamente dotato di schermatura; sicuramente americano ( quelli conoscono sempre tutto ), ma avrei fatto una puntata anche su un israeliano, popolo di ottimi guastatori nelle loro forza armate. Per un attimo ho pensato a J... già... odiava di brutto gli israeliani dopo la brutta esperienza di Court Wilder. ![]() IMMAGINE PRESA DAL VISORE NOTTURNO A RAGGI INFRAROSSI Non mi avrebbero potuto accompagnare fino a Severnaja, così mi sono dovuto catapultare da un Blackbird ad un'altezza tale che a momenti non mi congelavo nella discesa, l'aria quasi mi tagliava la tuta termica, come se volesse arrivare a lacerarmi la pelle. Atterraggio tranquillo, insospettabile, accademicamente perfetto. Quello stronzo del sergente istruttore, fossimo stati ancora ai tempi dell' accademia, per una volta non avrebbe avuto nulla da ridire. Solo. La centrale infatti era autogestita dall' elaboratore centrale. Mi tolsi la tuta termica per restare con quella a schermatura. Forzai la porta in titanio per l' entrata del tunnel sotterraneo con alcune microcariche molecolari che avevo modificato per l'occasione. Mi ritrovai così nel tunnel d'entrata indagando l'ambiente circostante il visore notturno a raggi infrarossi... 18 Ottobre 2005
I miei pensieriMi chiamo Sergej Jesus Victor Mendoza, figlio di madre russa e padre cubano.
Ho lavorato nel nucleo operativo del KGB fino a qualche mese fa ( ricoprivo il grado di tenente-colonnello ) in continue missioni sotto copertura in giro per il mondo, lasciato poi per conflitti di interessi con superiori incompetenti. Ho fatto fortuna scommettendo sulle corse dei cavali grazie alle quali ho realizzato per qualche tempo il mio piccolo sogno di fare l'armatore ma mi mancava il brivido della missione. Ora giro il mondo ogni volta che vengo contattato dai servizi segreti di vari paesi per consulenze su delle missioni in posti nei quali sono stato oppure vengo mandato direttamente sul campo di battaglia quando gli eventi precipitano o la situazione è particolarmente preoccupante... si... in effetti faccio il mercenario or ora e sono anche pagato molto bene, ma d'altronde sono uno dei migliori. Nelle mie numerose missioni ho avuto la fortuna di fare amicizia con DOSE LETALE, con il quale ho condiviso la cella nel manicomio criminale scozzese di Fendor Engarden, e LEXINGTON WELLER, il quale mi ha accolto e curato nel suo monastero quando, durante una missione, sono stato ferito. Conosco bene JERRINALD ORGY avendo frequentato la stessa accademia con lui e con il quale ho partecipato ad alcune missioni. Grazie a lui ho imparato molto sugli esplosivi di tutti i generi... siamo andati spesso a scommettere alle corse dei cavalli insieme e ancora m'invidia il fatto di essere stato più fortunato di lui. Ci siamo salvati la vita a vicenda parecchie volte. Missione 1. Ultimo giorno d'accademia. Il sergente istruttore mi si avvicina e mi dice di andare a chiamare Jerrinald. Così faccio, e ci rechiamo nella sua tenda. " Da oggi siete nei reparti speciali! Preparatevi, alle 10.00 partite per il Borneo ". L'eccitazione e l'adrenalina del momento fu spezzata in me alla parola Borneo. Odiavo quel lurido posto. Fetido e paludoso, l'aria s'inerpica nella gola quasi fosse densa, e gli insetti sono enormi quasi fossero creature demoniache inviate come un supplizio. Per J l'importante era portarsi dietro i nuovi detonatori e il C-4 di nuova fabbricazione ( dall'eplosione molto più contenuta ma dalla forza d'urto decuplicata ). Partiamo, a bordo di un DC-9 russo all'ora prestabilita. Cinque ore dopo ci paracadutiamo nel campo base. Come avevo immaginato è più l'acquitrino che la terra ferma. Ci presentiamo al nostro superiore. Siamo gli unici presenti nel campo base che in realtà è fatto dalla sola tenda mimetizzata del tenente Sparkoff ( un vero pezzo di merda tra l'altro ). Sparkoff ci consegna gli ordini in scrittura cifrata. J è sempre più in estasi. Io sento solo la puzza fetida che mi entra nei polmoni e continuo a pensare "Lo sapevo, lo sapevo! ". Missione: eliminare tutta la famiglia Lusegña, a capo di un potente cartello che trafficava stupefacenti; i quali avevano la loro residenza segreta proprio nel Borneo. Una villa tra degli acquitrini. Non vedevo l’ora di polverizzarli. Jerrinald non capiva quasi più nulla. Purtroppo non posso soffermarmi sui particolari della missione essendo tutti top secret e la cui documentazione e tenuta sotto sigillo presso l’Ufficio Missioni Alto Rischio del Cremlino a Mosca. Posso dire che abbiamo agito di notte, silenzionasamente. Posso dire che nessuno s’è accorto di nulla. Io ho pensato a sistemare i narcos mentre J si è occupato di “far sparire” le prove; villa e prodotti chimici compresi. Un successo totale. Poche ore di lavoro. L’adrenalina era altissima. La paura scorreva in me come una lama calda sulla pelle, ma questo mi ha fatto essere preciso e infallibile; qualunque cosa pur di abbandonare il prima possibile quel posto. Il giorno dopo eravamo già a bordo di un Bell uh-1d per tornare alla base. Encomio per entrambi. In attesa dei nuovi ordini |